Nella stanza di sinistra non c'è molto: si tratta di una grotta dalle pareti rozze e il pavimento è inesistente. Quando Leen, Marvadar e Ice entrano, però, si sente uno strano verso provenire dall'alto.
Il trio fa appena in tempo ad alzare la testa che dal soffitto cala velocemente un enorme ragno deforme; le sue zampe anteriori terminano con speroni uncinati, mentre fila di bava verdastra calano dalla sua bocca piena di affilate zanne.
Marvadar parte subito all'attacco, trovando notevole difficoltà nel riuscire anche semplicemente a scalfirlo. Lo scontro è aspro e il Bebilith ferisce profondamente senza demordere, nonostante anche i furtivi di Ice.
Leen lancia un raggio di indebolimento e poi con una vampa di Aganazar.
Decide poi di tentare un azzardo: urla ai suoi amici di resistere ancora per qualche secondo e poi spiccare il volo. Intanto dalle sue mani comincia a crearsi una sfera infuocata.
I due mezzo immondi, al segnale, spiccano il volo, ma accade l'inaspettato: il demone azzanna ad una gamba Marvadar.
Leen però ormai sta per lanciare e non si è accorto dell'accaduto: la sfera parte a gran velocità. Con furia cieca, il guerriero da un colpo di spada tranciando la mandibola inferiore del mostro riuscendo ad alzarsi in volo poco prima dell'impatto della tremenda palla di fuoco che riduce in poltiglia l'ex-demone
Nel frattempo, Eldon e Quarzetto arrivano alla loro stanza: si tratta di una grotta dalle pareti liscie e con numerosi portali aperti a breve distanza l'uno dall'altro per tutta l'altezza e la lunghezza del luogo. I due entrano, ignari che dopo pochi secondi una freccia gli si conficcherà nella schiena di entrambi.
Eldon si alza immediatamente in volo e con la sua vista eccezionale scorge subito l'avverario: un'arpia armata di arco. Questa lascia l'arma e si lancia sulla piccola preda, ignara della sua forza.
L'assassino la evita e gli salta sulla schienza. Qui, con il suo letale pugnale, recide di netto l'ala della donna più rugosa del mondo, che cade ignobilmente a terra, venendo poi "gemellata" dall'ascia di Quarzetto. Scontro davvero noioso.
I due gruppi continuano ad avanzare e alla fine si rincontrano davanti ad una porta di legno. I due ladri controllano per bene la zona e appurano che non ci sono trappole.
La porta viene aperta e tutti rimangono sbalorditi: la stanza è identica a quella da cui sono partiti!
Ad un'occhiata più attenta però, si accorgono che sull'altare ci sono parecchi libri sul tavolo. Il necromante si avvicina e comincia a guardarli: vi sono tantissimi libri, tutti di ambito esoterico e teologico. L'unico libro chiuso è il De Imprecationibus, un libro in pelle nera con strani bitorzoli.
Il gruppo decide di controllare se ci sono porte segrete o quant'altro.
Eldon sbuffa e si butta a terra guardando su: nell'oscurità, scorge una strana figura che gli scaglia addosso un raggio nero. Il ladro lo elude con non poca facilità e tutti quanti si mettono in posizione di attacco.
Dall'alto, discende una creatura dal corpo abominevole: il suo busto e il suo volto sono quelli di un drow, ma grosse ali nere piumate che spuntano dalla schiena sbattono lentamente, mentre la sua coda serpetina che sostituisce le gambe si muove a vuoto. Dalla fronte, immonde corna bianche si dimanano.
Leen gli chiede chi sia, ma il mostro non lo calcola nemmeno, cominciando a fare un discorso sulla caudicità dei mortali e dei bastardi, di come sia ridicolo quel piccolo elfo che crede ancora nei mendaci dei. Il suo compito è ora di liberarli dal loro corpo per permettergli di redimersi.
Lo scontro comincia: il drow scaglia immediatamente un fulmine che colpisce il barbaro e un blocca persone su Eldon, che funziona. Intanto Ice e Marvadar si alzano in volo e lo attaccano senza fermarsi, colpendolo parecchie volte, ma aumentando solo la furia dell'avversario.
Con una potente alata li allontana tutti e due e, dopo aver recitato poche parole, rimane fermo. Rimasti un attimo interdetti, Ice e Marvadar provano a riattaccare, ma una forza li ferma: una specie di cerchio magico gli permette di raggiungerlo.
Leen allora si fa avanti e ,con una grandissima forza interiore, dissolve il cerchio.
L'immonda creatura sbuffa e poi recita una maledizione nominata a gran voce nei confronti del mago:"che la tua anima pullili di vermi!"
Tutti gli incantesimi memorizzati e la sua grande intuitività cominciano a calare vertiginosamente, ma ciò non può succedere! Con grande rabbia, Leen si libera e contr'attacca subito con una palla di fuoco lasciando l'avversario immobile.
Appena la coltre di fuoco si dirada, uno spadone gigantesco va a conficcarsi nello stomaco del sacerdote trafigendolo da parte a parte, procurandogli uno sbocco di sangue. Questi, invece di urlare per il dolore, rialza la testa e sorride, prendendo le mani di Marvadar e portandole a se, conficcando la lama ancora più dentro.
La sua forma comincia a vacillare e scariche elettrice gli permeano il corpo: una spaventosa esplosione investe tutti i presenti, riducendoli in gravissime condizioni.
Quando si riprendono, non esultano e non si sentono sollevati: sicuramente quell'essere tornerà e sarà ancora più potente.
Hanno trova un'antagonista.
To Be Continued In Chapter Three
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Leen: si dimostra il vero re della giornata. I suoi incantesimi offensivi e difensivi si rivelano utilissimi e portano alla vittoria del gruppo, mentre la sua volontà gli permette di fronteggiare anche un potente nemico. Davvero bravo. Voto: 9
Marvadar, Ice, Quarzetto ed Eldon: il resto del gruppo si comporta davvero bene. I due mezzo immondi combattono sincronicamente anche contro gli avversari più ostici riuscendo a sconfiggerli. Gli altri due, aiutati anche da una buona dose di fortuna del piccoletto e dalla micidialità della bestia, vincono pressoché all'istante. Voto: 8+









